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La Sharing Economy nel mondo dell’edilizia – Intervista con Christian Ricciarini

La Sharing Economy nel mondo dell’edilizia – Intervista con Christian Ricciarini

Edilmag la piattaforma che permette alle imprese edili di svuotare i propri magazzini attraverso la condivisione delle rimanenze. Il cofounder Christian Ricciarini ci racconta lo sbarco della Sharing Economy nell’edilizia.




 
 ome utilizzare la Sharing Economy nell’edilizia? E’ una domanda che spesso lascia dei punti interrogativi, eppure le potenzialità ci sono. Uno dei problemi che le imprese edili hanno, è la gestione delle rimanenze che sovente rimangono inutilizzate.  Come spesso capita, dai problemi nascono le soluzioni, ed è così che è nata Edilmag.

Si tratta della prima app in Italia che permette alle imprese edili di condividere le rimanenze di magazzino, l’attrezzatura e il know how.

La figura del magazzino condiviso è già presente nel mondo della logistica col termine di Truly Shared Warehousing di cui abbiamo già parlato nell’articolo “La sharing economy nel mondo della logistica“. Ma il modello di Edilmag rappresenta comunque una novità, in quanto non si tratta di uno o più spazi fisici condivisi, bensì di una sorta di magazzino virtuale formato dalle giacenze di magazzino di ciascun imprenditore edile.

Considerando, poi, che opera in un settore piuttosto tradizionale, vedere la Sharing Economy nell’edilizia, rappresenta una doppia novità.

Dal mio punto di vista l’aspetto che mi entusiasma di più è quello lato utilizzatore. I vantaggi che comporta un simile sistema sono notevoli: dallo smaltimento delle scorte inutilizzate al risparmio economico, senza dimenticare il lato social che permette la nascita nuove collaborazioni. Ci accompagnerà in questo mondo l’Ingegner Cristian Ricciarini, Cofounder di Edilmag.

 

1) Com’è nata l’idea?

L’idea di Edilmag nasce da una brillante intuizione di un imprenditore edile pesarese, l’Architetto Rodolfo Brandi, stanco di vedere accumularsi nel proprio deposito materiali e attrezzature in seguito poi inutilizzati, o di dover acquistare per ogni commessa nuove attrezzature magari già disponibili presso le imprese vicine.
In particolare, Rodolfo, che riveste anche alcune cariche associative, ritiene indispensabile portare un reale cambiamento in un settore segnato profondamente dalla crisi e ancora troppo ancorato a vecchie logiche di gestione; la sua idea di cambiamento parte dal presupposto di sfruttare al massimo l’innovazione tecnologica e i nuovi modelli di cooperazione tra imprese.
Ed è così che l’altra mia società (Officine Creative Marchigiane – startup che contribuisce a realizzare idee innovative) decide di aiutarlo a concretizzare il suo progetto di Sharing Economy per le imprese edili.

 
2) Ci raccontate come funziona?

La nostra piattaforma consente innanzitutto di creare in pochissimo tempo e in maniera intuitiva un inventario del deposito edile, al fine di consentire all’impresa un monitoraggio costante delle proprie giacenze, con conseguente ottimizzazione del processo di approvvigionamento (evitando ad esempio l’acquisto di materiali già presenti in deposito). I beni inventariati, materiali – attrezzature – macchinari, possono poi essere condivisi, tutti o solo una parte, con altre imprese edili presenti nella piattaforma. Allo stesso tempo, le imprese del network possono utilizzare Edilmag come fonte di approvvigionamento alternativo a quelli tradizionali, ricercando direttamente sul portale materiali o macchinari condivisi da altre imprese per noleggio o acquisto di seconda mano.
Tutte queste funzionalità sono fruibili attraverso piattaforma web e attraverso l’App, che grazie allageolocalizzazione permette di individuare rapidamente le imprese più vicine che possono condividere il materiale o l’attrezzatura ricercata.

 

3)  Come mai è previsto un abbonamento al servizio?

Per rispondere alla domanda occorre comprendere fino in fondo la mission di Edilmag, che è innanzitutto finalizzata a rendere più sostenibile il business delle imprese edili. Il taglio “sociale” della mission, voluto dal fondatore, ha portato alla definizione di un business model molto particolare per una piattaforma di Sharing Economy, i cui profitti sono solitamente legati alle fee sul transato. Edilmag, proprio alla luce di questa mission sociale, non entra volutamente nelle transazioni tra imprese, che rimangono private e completamente libere da commissioni. Per utilizzare la piattaforma è richiesto un piccolo canone annuale (40 € + iva), che a livello commerciale si avvicina più alle logiche dei SaaS; questa formula è appunto legata alle intenzioni del fondatore di rendere accessibile a tutti questo strumento di grande utilità per le imprese edili.

4) Da chi è composta la vostra community? Oltre alle imprese ci sono i magazzini edili?

No, la community è composta dalle sole imprese edili e dagli impiantisti; non sono ammessi magazzini edili o altri soggetti interessati ad avere esclusivamente visibilità per le propria attività di rivendita o di vendita.
Lo scopo principale di Edilmag è fare matching, ovvero mettere in collegamento le imprese tra di loro. Gli scambi avvengono principalmente perché tramite la piattaforma le imprese imparano a conoscersi e a collaborare tra loro, mentre fino ad oggi si consideravano esclusivamente competitor e molto raramente partner.
Le imprese presenti nella community sono inoltre visibile ad alcuni Comuni e dipartimenti di Protezioni Civile, i quali utilizzano Edilmag per reperire attrezzature e materiali in situazioni di calamità o per definire piani di prevenzione; a breve contiamo di estendere l’accordo con i Comuni e le Protezioni Civili su scala regionale e poi nazionale.

 

5) C’è un aspetto che mi interessa molto della vostra piattaforma. I pagamenti. Le piattaforme funzionano con pagamento immediato, mentre nell’edilizia i pagamenti avvengono nelle migliori delle ipotesi dopo 45 giorni. Ci dici come funziona quest’aspetto?

Le transazioni, al contrario di quanto succede nelle altre piattaforme di Sharing, non avvengono su Edilmag, sono le imprese stesse che una volta entrate in contatto tramite la piattaforma definiscono le esatte modalità con cui noleggiare, vendere o prestare il bene. Questa modalità è molto apprezzata dalle imprese, che si sentono libere di definire la formula contrattuale più consona alla fattispecie e alle specifiche esigenze, senza dover sottostare a rigide modalità di scambio imposte e predefinite.

 
6) Nell’edilizia uno dei problemi dell’avere materiale a magazzino, è che questo è deteriorabile. La vostra app permette di risolvere questo problema. Oltre al vantaggio economico/gestionale che comporta, io credo che permetta l’instaurarsi di nuove collaborazioni fra imprese. Avete testimonianze in merito, da raccontarci?

E’ verissimo, chiunque di noi ha, nel proprio immaginario, la fotografia di un deposito edile con cumuli di materiali abbandonati ed esposti alle intemperie che accelerano il loro naturale processo di deperimento. Il ns progetto è di modificare questa immagine proprio grazie alla collaborazione tra imprese, che permette di reimmettere nel circuito i materiali residuali e le macchine temporaneamente inutilizzate.
Abbiamo già evidenza di varie imprese che, dopo essersi conosciute attraverso Edilmag per la condivisione di alcuni materiali, hanno creato delle significative sinergie per essere più competitive sul mercato locale o per accedere ad alcuni bandi che richiedono la presenza di alcune particolari attrezzature. Inoltre, alcune volte la condivisione avviene anche tramite il cosiddetto noleggio “a caldo”, che comporta anche la condivisione di forza lavoro temporaneamente inutilizzata con il risultato di generare nuove opportunità di lavoro.

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