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Inail: sicurezza nella manutenzione e manutenzione per la sicurezza Un nuovo documento Inail si sofferma sulla manutenzione per la sicurezza sul lavoro e sulla sicurezza nella manutenzione. L’attività come processo continuo, gli interventi manutentivi e l’impatto sulla sicurezza.

Inail: sicurezza nella manutenzione e manutenzione per la sicurezza

  • 18/06/2019
Un nuovo documento Inail si sofferma sulla manutenzione per la sicurezza sul lavoro e sulla sicurezza nella manutenzione. L’attività come processo continuo, gli interventi manutentivi e l’impatto sulla sicurezza.

Roma, 18 Giu – Nel tempo l’attività di manutenzione si è evoluta dall’essere una “riparazione quando si verifica un guasto”, ad una “attività assai più complessa”, con interventi “anche di ordine preventivo e periodico” che meritano anche “un’attenzione specifica” riguardo alla formazione e alle competenze dei lavoratori.

Oggi gli obblighi di manutenzione e le modalità del loro adempimento “pongono di fronte a una duplice problematica:

  • da un lato, l’esigenza che il datore di lavoro rispetti puntualmente le indicazioni fornite dal decreto legislativo n. 81/2008, garantendo la permanenza nel tempo dei requisiti di sicurezza richiesti per gli ambienti e le attrezzature di lavoro;

  • dall’altro, l’assoluta necessità che siano adeguatamente tutelate la salute e la sicurezza degli stessi addetti alle attività di manutenzione”.

Senza dimenticare i problemi specifici che si creano “laddove le operazioni di manutenzione siano esternalizzate, come spesso accade, con l’affidamento in appalto”.

Infatti in tali contesti una corretta valutazione dei rischi “non può prescindere dal rilievo delle eventuali interferenze date dalla possibile compresenza, in un unico contesto, dei lavoratori di più imprese impiegati in attività diverse”.

A presentare in questo modo le problematiche della manutenzione, come sicurezza sia dei lavoratori che dei manutentori, è un recente documento, prodotto dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (DIT) dell’ Inail, dal titolo “La manutenzione per la sicurezza sul lavoro e la sicurezza nella manutenzione”.

Il documento Inail sulle attività di manutenzione

Nel nuovo documento, a cura di Giovanni Luca Amicucci, Maria Teresa Settino e Fabio Pera (DIT, Inail), si segnala come sia essenziale che il significativo incremento dei rischi associati alla manutenzione, debba portare ad un’attenta ponderazione della stessa in sede di valutazione dei rischi, considerando tale attività non più come ‘attività puntuale’ ma come ‘processo continuo’”.

Nel documento dell’Inail, che svolge attività di ricerca e di formazione sulla valutazione del rischio anche nell’ambito delle attività di manutenzione, sono presi in considerazione, in particolare, “tre aspetti fondamentali:

  • la manutenzione dei luoghi di lavoro, degli impianti e delle attrezzature di lavoro

  • l’esternalizzazione della manutenzione

  • i rischi dovuti alle interferenze nell’ambiente lavorativo”.

Inoltre il documento – che è rivolto principalmente a datori di lavoro/dirigenti, RSPP, RLS, responsabili e addetti alla manutenzione, responsabili dei contratti, responsabili della gestione di appaltatori e fornitori - si propone di “mettere in luce:

  • le diverse problematiche associate agli argomenti citati

  • gli adempimenti legislativi che riguardano tali problematiche

  • le tecniche ingegneristiche talvolta applicate per la loro gestione”.

 

La manutenzione e il suo impatto sulla sicurezza

Il documento ricorda innanzitutto che la norma EN 13306 (Terminologia della manutenzione) definisce la manutenzione come la ‘combinazione di tutte le azioni tecniche, amministrative e gestionali, eseguite durante il ciclo di vita di un elemento (apparecchiatura, impianto o luogo di lavoro) destinate a preservarlo o a riportarlo in uno stato dal quale si possa eseguire la funzione richiesta’ [20].

In particolare – continua il documento – la manutenzione si distingue in:

  • manutenzione correttiva: “quando è volta a riparare un sistema per renderlo nuovamente funzionante (ad esempio, aggiustando o sostituendo componenti rotti); l’azione, in tal caso, è intrapresa quando si verifica un guasto imprevisto;

  • manutenzione preventiva: quando gli interventi di manutenzione sono eseguiti ad intervalli predeterminati o secondo criteri prestabiliti, volti a ridurre la probabilità di guasto o di degrado del funzionamento di un elemento funzionante; l’azione, in questo caso, è programmata e volta a controllare il processo di deterioramento che porta al guasto (ad esempio: sostituzione di componenti, lubrificazione, pulizia o ispezione)”.

Sappiamo poi, anche attraverso quanto segnalato durante la campagna europea del 2010/2011 sull’importanza di manutenzione adeguata e sicura nei luoghi di lavoro, che la manutenzione “può incidere sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori in diversi modi:

  • è essenziale per mantenere apparecchiature, impianti o luoghi di lavoro in condizioni di sicurezza e affidabilità;

  • deve essere eseguita in sicurezza, proteggendo adeguatamente dai possibili pericoli gli addetti alla manutenzione e le altre persone presenti sul luogo di lavoro”.

È poi difficile stabilire il numero di lavoratori impegnati in attività di manutenzione: queste attività “riguardano tutti i settori lavorativi e abbracciano diversi tipi di operazioni”.

Si segnala, tuttavia, che nel 2010 è stata condotta una ricerca europea con lo scopo di identificare gli infortuni legati alle operazioni di manutenzione nei diversi paesi europei. E “nell’ambito della variabile ‘processo di lavoro’, utile per la classificazione delle cause e delle circostanze degli infortuni, sono state scelte quattro sottocategorie connesse a quelle che possono essere considerate operazioni di manutenzione:

  • configurazione, preparazione, installazione, montaggio, smontaggio, smantellamento;

  • manutenzione, riparazione, messa a punto, regolazione;

  • pulizia meccanica o manuale di zone di lavoro e macchinari;

  • monitoraggio, ispezione con o senza apparecchi di monitoraggio di procedure di fabbricazione, aree di lavoro, mezzi di trasporto, attrezzature.

In definitiva la ricerca, di cui nel libro si riportano ulteriori dettagli, ha indicato “che una percentuale inferiore al 10% della popolazione lavorativa attiva svolgeva compiti di manutenzione. La maggior parte degli addetti alla manutenzione era costituita da uomini (in percentuali variabili da paese a paese) e la fascia d’età più rappresentata era quella compresa fra i 30 e i 50 anni (ma anche altre fasce d’età erano rappresentate). Gli addetti alla manutenzione si trovavano con maggior frequenza in alcuni settori lavorativi (ad esempio, il numero maggiore di addetti si aveva nel settore dei servizi, seguito da quello dell’industria e da quello dell’edilizia)”.

Fonte:

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